Evoluzione della natalità e cause di infertilità

Evoluzione della natalità e cause di infertilità

Record negativo per la natalità in Italia: nel 2021 i nati sono 400.249, facendo registrare un calo dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Le stime per il 2022 non sembrerebbero mostrare dati più confortanti, indicando un decremento di 6.000 nascite nei mesi di gennaio-settembre

Sicuramente la variabile età riveste un ruolo chiave nell’evoluzione della natalità, infatti, si diventa genitori sempre più tardi, a causa di crisi (economiche, pandemiche) che hanno influito sulle scelte riproduttive della popolazione italiana. Nel periodo gennaio-ottobre 2021 la contrazione delle nascite ha riguardato soprattutto le donne in età più giovane, fino a 24 anni, e quelle in età avanzata (over 45 anni).

Per queste ultime si è assistito, nel bimestre novembre-dicembre 2021 a un picco che può essere correlato alla possibilità di aver potuto accedere alla procreazione medicalmente assistita (PMA), inibita nel periodo pandemico. 

Le indicazioni di infertilità per le coppie trattate con tecniche PMA di I e II livello, nel 2020, sono state le seguenti:

  • infertilità femminile: 44,1%
  • infertilità maschile: 20,2%
  • fattore sia maschile che femminile: 18,2%
  • fattore genetico: 1,2%
  • infertilità idiopatica: 16,3%

 

Principali tecniche di PMA

Le tecniche di procreazione medicalmente assistita possono essere suddivise in tre livelli, in base al grado di invasività della tecnica stessa. Di seguito una breve descrizione delle principali tecniche impiegate nei centri.

 

I LIVELLO

Inseminazione Intra Uterina (IUI): introduzione del seme maschile nella cavità uterina. La tecnica è eseguibile su ciclo spontaneo o su ciclo indotto mediante stimolazione farmacologica dell’ovulazione.

 

II LIVELLO

FIVET (Fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione). La tecnica prevede l’esecuzione delle seguenti fasi:

  1. stimolazione farmacologica delle ovaie
  2. prelievo degli ovuli
  3. fecondazione degli ovuli
  4. crescita dell’embrione in laboratorio
  5. impianto dell’embrione nell’utero

ICSI (Iniezione intracitoplasmatica di sperma): prevede l’iniezione di un solo spermatozoo in ciascun ovulo

FER: fecondazione con utilizzo di embrioni crioconservati

FO: fecondazione con utilizzo di ovociti crioconservati

 

III LIVELLO

GIFT (Trasferimento intratubarico dei gameti): prelievo di ovuli e spermatozoi attivi e successivo trasferimento nell’estremità della tuba di Falloppio mediante un’incisione nell’addome o attraverso la vagina.

 

Stato dell’Assisted Reproductive Technology

Dall’ultima relazione del Ministro della salute al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 40 del 2004 si ricava una fotografia dei dati inerenti alle tecniche di fecondazione assistita, con riferimento all’anno 2020. 

I centri attivi in Italia risultano essere 322 di cui 101 pubblici, 20 privati convenzionati e 211 privati. Il maggior numero di essi si trova in Lombardia (55), Campania (42), Lazio (34), Sicilia (34) e Veneto (34).

Il merito alle coppie che hanno fatto ricorso a tecniche di PMA, si assiste a una contrazione del -16% rispetto al 2019 portando il totale delle coppie a 65.705. Una riduzione pressoché simile si evince dal numero di cicli effettuati che passa da 99.062 nel 2019 a 80.099 nel 2020 (-19%).

Se il numero di cicli diminuisce, la stessa tendenza non è rilevabile per l’età media delle pazienti che si sottopongono alle tecniche di fecondazione assistita che è sempre più alta rispetto al passato; questo porta inevitabilmente all’insorgenza di problematiche legate all’età materna più grande. Per quanto concerne le tecniche di primo livello, l’età media è di 34,9 anni; per quelle di secondo e terzo livello, più invasive rispetto alle precedenti, l’età media sale a 36,9 anni.

Un dato interessante è sicuramente il numero di nati vivi da tecniche di PMA; 11.305 sono i bimbi nati grazie alle attività dei centri, la maggior parte (9.158) con gameti della coppia e 2.147 con gameti donati.

 

Legge 40/2004 ed evoluzioni normative

La legislazione nell’ambito delle tecniche di procreazione medicalmente assistita fa riferimento alla legge 40 del 1 febbraio 2004, nota come “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, entrata in vigore il 10 marzo dello stesso anno.

L’obiettivo del legislatore è espresso già nell’articolo 1, dove si evince la finalità della legge, ovvero “favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana” per la quale “è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”.

In merito alle  fattispecie nelle quali è consentito il ricorso alla PMA, si citano i seguenti articoli: 

Art. 1: il ricorso alla PMA è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità.

Art. 4: è vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. In merito all’articolo 4, la Sentenza della Corte costituzionale n. 162 dell’aprile 2014 ha ritenuto il divieto incostituzionale, in quanto lesivo del diritto all’autodeterminazione delle coppie sterili e infertili in relazione alle proprie scelte procreative.

Art. 5: possono accedere coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.

Art. 14: numero massimo di 3 embrioni da formare e trasferire in utero  successivamente, con un unico e contemporaneo impianto. Circa l’art. 14 la Sentenza della Corte costituzionale n.151 del 1° aprile 2009 ha dichiarato illegittime le parti “unico e contemporaneo impianto” e  “non superiore a 3”.

 

Inserimento delle tecniche di PMA nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)

“Nell’ambito dell’assistenza distrettuale, domiciliare e territoriale ad accesso diretto, il Servizio sanitario nazionale garantisce alle donne, ai minori, alle coppie e alle famiglie, le prestazioni, anche domiciliari, mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, ostetriche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative, mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche necessarie ed appropriate nei seguenti ambiti di attività: 

(…)

b) somministrazione dei mezzi necessari per la procreazione responsabile

(…)

i) consulenza, supporto psicologico e assistenza per problemi di  sterilità  e  infertilità e per procreazione medicalmente assistita

(…)

 

Ultimi sviluppi in materia di tariffe

Dopo 6 anni dall’inserimento della PMA nei Livelli Essenziali di Assistenza, è stato appena approvato il nuovo decreto tariffe, con entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2024. In particolare, il decreto individua chiaramente tutte le prestazioni di procreazione medicalmente assistita (PMA) che saranno erogate a carico del SSN e che fino ad oggi potevano essere erogate solo in regime di ricovero.

 

Autori: la redazione di LO.LI Pharma

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