NUOVE TERAPIE PER L’ASSENZA DI CICLO DA STRESS

NUOVE TERAPIE PER L’ASSENZA DI CICLO DA STRESS

Basse dosi di beta-estradiolo si sono dimostrate efficaci nel trattamento dell’amenorrea cortico-ipotalamica da stress, una condizione che non è poi così difficile da incontrare nella pratica clinica quotidiana, soprattutto nelle adolescenti. Si tratta di una disfunzione correlabile a fattori di stress metabolico, fisico o psicologico, quali diete particolarmente severe, allenamenti intensivi o eventi emotivi importanti. Questi “stressors” influenzano negativamente il rilascio di Gn-Rh e di conseguenza l’asse riproduttivo, andando ad attivare o inibire a livello centrale aree ipotalamiche e/o extra-ipotalamiche. In particolare, si ipotizza una correlazione tra l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e l’inibizione stress-indotta dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio.

Il sistema oppioide ma anche quello dopaminergico e quello serotoninergico, sono coinvolti nei circuiti dell’amenorrea da stress; di particolare interesse è il ruolo giocato dalle endorfine nell’etiopatogenesi dell’amenorrea corticoipotalamica da stress: in risposta ad un evento stressogeno, l’organismo reagisce in maniera quasi “consolatoria” aumentando la produzione di oppiacei come la beta-endorfina.

Gli steroidi ovarici esercitano un ruolo nella modulazione delle funzioni ipotalamiche e ipofisarie. E’ documentata l’efficacia di trattamenti con basse dosi di estrogeni deboli, come l’epimestrolo, nell’attivare la secrezione di Lh in donne con oligomenorrea o amenorrea. Una ricerca condotta in Italia dal gruppo di Genazzani (2) ha inoltre dimostrato come la somministrazione di 2 mg al giorno di estriolo per 8 settimane consenta di indurre un aumento dei livelli plasmatici di Lh e dell’ampiezza dei picchi Lh e un incremento della risposta dell’Lh al bolo di Gn-Rh. Sulla base di queste osservazioni, gli autori ritengono che un priming estrogenico con estrogeni deboli consenta di ottenere un miglioramento dell’asse ipotalamo-ipofisi. Analoghi risultati sono stati ottenuti dai medesimi ricercatori anche grazie all’impiego di basse dosi (sub-nanomolari) di beta-estradiolo. In particolare, i ricercatori sottolineano come la somministrazione per via sublinguale di queste nano-concentrazioni di beta-estradiolo (Guna-beta estradiol) in ragione di 20 gocce due volte al giorno siano risultate efficaci nell’indurre un significativo aumento dei livelli plasmatici di Lh dopo 12 settimane di trattamento (1). Questi bassissimi dosaggi di estradiolo sono probabilmente in grado di indurre, a livello ipotalamico e ipofisario, un effetto simile a quello ipotizzato nel caso della somministrazione di estriolo. Il trattamento indurrebbe cioè un’aumentata sensibilità al Gn-Rh e una maggiore espressione dei recettori del Gn-Rh, con conseguente incremento della sintesi e secrezione di Lh.

 

Per informazioni o chiarimenti a riguardo potete contattare direttamente la dottoressa Beccaria al numero cel. 3487942112

 

  1. Genazzani AD et al. Terapia integrativa e farmacologica dell’amenorrea ipotalamica da stress Bollettino di Ginecologia Endocrinologica 2016, Vol. 10: 24-32
  2. Genazzani AD et al. Estriol administration modulates luteininzing hormone secretion in women with functional hypothalamic amenorrhea. Fertil Steril 2012, 97: 483-488.

 

Articolo tratto dal sito Doctor33 martedì, 07 luglio 2020

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