LA CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA ORALE E’ ABORTIVA?

LA CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA ORALE E’ ABORTIVA?

L’introduzione delle pillole per la contraccezione d’emergenza, a base di levonorgestrel, prima, e uliprsital acetato, in seguito, ha generato controversie. Uno dei principali ostacoli all’uso diffuso della contraccezione d’emergenza nel mondo, è la confusione riguardo al suo meccanismo d’azione, tra cui le preoccupazioni legate al fatto che la contraccezione d’emergenza possa danneggiare o interrompere l’impianto di un ovulo fecondato.

La contraccezione d’emergenza è spesso confusa con la pillola che provoca l’aborto farmacologico, ma il meccanismo d’azione di questi farmaci è ben diverso, tanto che sulle caratteristiche di prodotto approvate dall’EMA per tutta l’Unione Europea si legge che, per i farmaci per la contraccezione d’emergenza orale, “il meccanismo d’azione consiste nell’inibire o ritardare l’ovulazione mediante soppressione della salita dell’ormone luteinizzante (LH)”.

Né levonorgestrel nè uliprsital acetato, dunque, sono in grado di evitare l’impianto uterino dell’ovocita fecondato. La contraccezione d’emergenza per via orale, insomma, agisce a monte, sospendendo o ritardando il rilascio dell’ovulo maturo.

I farmaci a base di levonorgestrel possono essere usati fino a 72 ore dopo un rapporto non protetto, mentre quelli a base di uliprsital acetato possono essere usati fino 120 ore dopo il rapporto a rischio. Comunque, visto che questi farmaci agiscono ritardando o inibendo l’ovulazione, e non potendo prevedere con precisione quando questa avviene, è importante assumerli quanto prima possibile dopo il rapporto non protetto o il fallimento della contraccezione utilizzata.

 

Articolo tratto da Popsci.it del 25 febbraio 2021

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