IL “JUNK FOOD” PUO’ COMPROMETTERE LA FUNZIONALITA’ TESTICOLARE

IL “JUNK FOOD” PUO’ COMPROMETTERE LA FUNZIONALITA’ TESTICOLARE

Sembra che il cibo spazzatura sia associato a inferiore conta degli spermatozoi, così come a compromissione della funzionalità testicolare. A rivelarlo è uno studio non ancora pubblicato, ma presentato in occasione dell’European Society for Human Reproduction and Embryology (Vienna 23-26 giugno). “Il numero di spermatozoi è diminuito nei paesi occidentali negli ultimi decenni e determinarne cause e fattori di rischio è fondamentale” afferma Feiby Nassan, dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health, negli Stati Uniti, che sottolinea come questo fenomeno coincida con un peggioramento della qualità dell’alimentazione. La riproduttività maschile diminuisce di anno in anno: si stima che negli ultimi 50 anni il numero e la concentrazione degli spermatozoi siano diminuite del 40%. I ricercatori hanno valutato dieta, qualità degli spermatozoi, ormoni riproduttivi e stile di vita di 2.935 giovani danesi in buona salute, attraverso dati raccolti tra il 2008 e il 2017 durante la visita medica per l’idoneità al servizio militare. I partecipanti sono stati divisi in 4 gruppi in base alle abitudini alimentari: occidentale (soprattutto junk food e snacks), prudente (pesce, pollo e prodotti freschi), scandinavo (carni lavorate, cereali integrali, prodotti caseari) e vegetariano. Mentre gli uomini appartenenti al gruppo “prudente” avevano maggior numero di spermatozoi, inferiori livelli di estradiolo e più alta concentrazione di globulina legante l’ormone sessuale, quelli del gruppo occidentale avevano minori livelli di inibina B e alte concentrazioni di testosterone libero. Anche se non dimostra una casualità tra dieta e spermatozoi, lo studio si aggiunge alle diverse pubblicazioni che ne mostrano il legame, confermato inoltre da revisioni sistematiche. Questo legame potrebbe essere spiegato dalla correlazione tra alti livelli di specie reattive all’ossigeno con i maggiori danni al DNA degli spermatozoi e la loro minore mobilità. In questo caso come indicato da Albert Salas-Huetos, della University of Utah, negli Stati Uniti, gli antiossidanti e alcuni nutrienti possono essere d’aiuto. Inoltre, è da considerare il possibile impatto sul DNA a lungo termine. “La salute riproduttiva è un barometro della salute generale e dovrebbe essere presa sul serio, non solo per la vostra salute e la vostra capacità di concepire, ma potenzialmente per la salute dei vostri bambini” conclude Natan Bar Chama, direttore della medicina riproduttiva maschile e chirurgia del Mount Sinai, negli Stati Uniti.

ESHRE 2019

 

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