ATTIVITA’ FISICA E SALUTE

ATTIVITA’ FISICA E SALUTE

Negli ultimi tempi si è assistito ad un crescente dibattito su cosa si intenda per “salute”. Un editoriale di Fiona Godlee, direttore del British Medical Journal, un’importante rivista scientifica internazionale, propone questa definizione di salute: “Capacità di adattarsi e di autogestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive cui la vita inevitabilmente espone”. Adattarsi sembra essere quindi la parola chiave. Ma adattarsi a cosa, a chi e, più in generale, come si può costruire e favorire la capacità umana di adattarsi e di adeguarsi? Una delle possibili risposte a questa domanda viene dal Comitato Regionale Europeo dell’OMS che nel 2011, in occasione della sua sessantesima sessione, ha confermato all’ Ufficio Regionale europeo, il mandato di elaborare una nuova politica sanitaria europea, la Salute 2020. Per raggiungere gli obiettivi della Salute 2020, sono necessarie politiche efficaci per l’invecchiamento sano, in risposta al rapido invecchiamento demografico in atto in Europa. L’invecchiamento sano o attivo viene quindi definito come un processo che “permette agli individui di realizzare il proprio potenziale per il benessere fisico, sociale e mentale attraverso l’intero corso dell’esistenza e di prendere parte attiva alla società, fornendo loro al contempo protezione, sicurezza e cure adeguate quando necessitino di assistenza”.

 

L’attività fisica fa bene e non va confusa con lo sport

 

Un invecchiamento sano è collegato allo stato di salute nelle fasi precedenti della vita. Una regolare attività fisica contribuisce ad una significativa riduzione degli stati patologici degenerativi. Un’attività fisica regolare aumenta l’aspettativa media di vita inibendo lo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete, malattie neoplastiche del colon e della mammella e depressione, riduce il rischio di fratture del femore e vertebrali ed aiuta il controllo del peso corporeo. Un’attività fisica regolare aumenta inoltre l’aspettativa media di vita contrastando lo sviluppo di malattie croniche, mitigando le alterazioni biologiche legate all’ età e le relative conseguenze sulla salute e sul benessere, e contribuendo a preservare la capacità funzionale. Per “attività fisica” s’intende qualunque movimento corporeo prodotto dai muscoli utilizzando energia: questa definizione comprende lo sport e altre attività come giocare, camminare, dedicarsi ai lavori domestici o al giardinaggio. Con “esercizio” (o “ginnastica” e, in senso esteso, “allenamento”) si indica una serie di movimenti ripetitivi, codificati e organizzati volti al miglioramento o al mantenimento di uno o più componenti della forma fisica. La riabilitazione consiste invece in una serie di attività volte a recuperare la funzione persa o ridotta in seguito ad un evento patologico o traumatico utilizzando anche gli strumenti dell’ esercizio terapeutico e della rieducazione funzionale. Lo scopo è restituire il paziente al proprio contesto di vita nelle migliori condizioni di autonomi possibili.

 

Attività fisica e Attività Fisica Adattata (AFA) non sono la stessa cosa

 

Anche se i benefici dell’attività fisica nell’ invecchiamento sono conosciuti, non tutte le forme di attività fisica producono gli stessi benefici e sono indicati per tutte le persone. Come sopra detto, l’attività fisica non è riabilitazione e quindi non può e non deve essere considerata “sanitaria” ma rientra a pieno titolo nell’ ambito delle attività che esercitano un benefico effetto sull’organismo umano e come tale da incentivare nell’ ambito della promozione di stili di vita.  Esiste una differenza tra le varie forme di attività fisica come la “ginnastica dolce” o i “gruppi di cammino” e l’Attività Fisica Adattata (AFA). Nel primo caso gruppi di persone non omogenee per età e condizioni di salute svolgono esercizi ripetitivi e uguali per tutti mentre nel secondo caso, con l’Attività Fisica Adattata, l’esercizio viene adattato alla persona generalmente affetta da una patologia cronica. La “ginnastica dolce” non tratta le patologie. Nel 1896 a Berlino fu data la prima vera definizione di APA (Adapted Physical Activity): “APA comprende ogni movimento, attività fisica o sport che può essere praticato da individui limitati nelle loro capacità da deficit fisici, psicologici, mentali o da alterazioni di alcune grandi funzioni”.

L’AFA secondo quando definito nel Piano di Indirizzo della Riabilitazione del Ministero della Salute del 2011, ha diversi ruoli: “ricondizionare al termine della riabilitazione, combattere l’ ipomobilità, favorire la socializzazione. promuovere stili di vita più corretti (prevenzione) ed appare quindi come un valido presidio in grado non solo d’interrompere tale circolo vizioso, ma di creare un circolo virtuoso. L’AFA non è attività riabilitativa, ma di mantenimento e prevenzione, finalizzata a facilitare l’acquisizione di stili di vita utili a mantenere la migliore autonomia e qualità di vita possibile. Da Un’AFA svolta con regolarità potranno derivare: miglioramento del cammino, della resistenza allo sforzo, minori difficoltà a compiere le attività della vita quotidiana necessarie per l’autonomia in ambito domestico e fuori casa; essa, inoltre, favorisce ed incentiva la socializzazione, migliorando il tono dell’umore, la motivazione, le relazioni sociali e familiari.

Infine non va dimenticato il valore dell’AFA in senso educazionale-formativo attraverso il coinvolgimento attivo del soggetto nel proprio progetto di salute e di autonomia possibile, grazie alla promozione di una regolare attività, e di più appropriati stili di vita.

I luoghi in cui si svolgono le AFA, possono essere palestre comunali, strutture protette, associazioni, centri fitness, spazi all’aperto (piste ciclabili, percorsi vita, ecc), comunque non ambienti sanitari”.

 

Tutti devono mantenersi fisicamente attivi

 

Per gli adulti dai 65 anni in poi, l’attività fisica include quella praticata durante il tempo libero, gli spostamenti (ad esempio a piedi o in bicicletta), le attività lavorative (per gli individui ancora in servizio), il gioco, i lavori domestici, lo sport e altri esercizi di tipo programmato, nel contesto dell’attività quotidiana, familiare e della comunità.

Un’attività fisica praticata con regolarità, può migliorare la salute cardiorespiratoria, il tono muscolare, la salute funzionale e ossea, ridurre il rischio di malattie non trasmissibili, di depressione e di declino delle funzioni cognitive. Per tali attività valgono le seguenti raccomandazioni:

  1. Gli adulti dai 65 anni in poi dovrebbero praticare almeno 150 minuti di attività fisica di tipo aerobico di moderata intensità nel corso della settimana, oppure praticare almeno 75 minuti di attività fisica di tipo aerobico di intensità elevata nel corso della settimana, oppure una combinazione equivalente di attività di intensità moderata ed elevata.
  2. L’attività di tipo aerobico dovrebbe essere praticata per periodi continuativi della durata di almeno 10 minuti.
  3. Per ottenere benefici aggiuntivi per la salute, gli adulti appartenenti a questa fascia di età dovrebbero aumentare l’attività fisica di tipo aerobico di intensità moderata fino a 300 minuti a settimana, oppure praticare 150 minuti di attività fisica di tipo aerobico di intensità elevata a settimana, oppure una combinazione equivalente di attività di intensità moderata ed elevata.

 

tratto da: Vol. 31 – N. 1- GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA RIABILITATIVA

Maurizio Massucci, Donatella Bonaiuti, Bruna Lombardi, Lorenzo Panella

(gruppo tecnico per l’elaborazione del documento)

 

 

 

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