PERDERSI DI VISTA

PERDERSI DI VISTA

In questa “strana estate”, dove le stranezze metereologiche stanno imperversando in molti paesi non sono, ahimè, il problema più grande che stiamo affrontando, voglio ricordarTi la Tua grandezza.

Si perché presi dal turbinio della quotidianità quasi tutti noi che viviamo questa vita (per lo meno noi “occidentali”) non ci accorgiamo di esserci persi di vista. A definire i ritmi e le modalità di questo apparentemente ineluttabile modo di vivere, non sono solo gli impegni e gli obiettivi sempre più sostenuti, ma anche e da troppo tempo ormai, il carico di emozioni come angoscia, scoraggiamento, ingiustizia, dubbi sul futuro e paura che aleggiano attorno a noi.

Tutto questo ci porta per lo più a “galleggiare” su questa meravigliosa cosa chiamata vita, sopravvivendo, per la maggior parte del tempo in qualche modo, utilizzando le nostre (poche) risorse per risolvere i problemi, “fare i compiti” quotidiani, e barcamenarci nella speranza, da pochi ancora condivisa, che qualcosa cambierà a breve e che appunto, dobbiamo solo resistere, senza renderci conto, proprio perché sopraffatti dalla “stanchezza del vivere quotidiano” degli strumenti di bellezza e di benessere che invece ancora esistono e ci circondano.

Capo e coda di questo pasticcio, è la perdita della capacità di percepire noi stessi in qualsiasi momento, il nostro corpo, la nostra mente, la nostra anima nel qui ed ora. Nella sfumatura negativa (un iniziale disturbo addominale o digestivo, uni squilibrio del sonno o dell’umore, o uno fisico muscolare o articolare di altro tipo) o in quella positiva (sentire il tono dei nostri muscoli, la forza e l’energia vitale del nostro corpo, l’efficienza della nostra percezione mentale, del “problem solving” e della creatività, e la nostra energia sessuale).

Perché e come ci insegna la Medicina Funzionale ovvero la Medicina della Salute, l’inizio dei problemi è proprio questo: la non percezione di noi. Che corrisponde al momento in cui un semplice sintomo viene trascurato, non ascoltato o, ancora peggio, “silenziato” con terapie intempestive che solo ci illudono di risolvere il problema sul nascere ma che, di fatto, lo spostano a un livello potenzialmente più dannoso per la nostra salute: è l’esempio dell’uso improprio di un farmaco antidolorifico che anziché agire sulla possibile causa del dolore, ovvero l’infiammazione e scoprirne la causa, lo nasconde potenziando l’effetto continuativo del danno infiammatorio prolungato e allontanando la diagnosi corretta (a livello di qualsiasi organo o apparato). O è l’esempio dell’uso intempestivo o inappropriato della terapia ormonale sostitutiva tiroidea in un momento di semplice e fisiologica reattività al vivere quotidiano della nostra tiroide (vero “termostato dello stress” a fattori metabolici, immunitari, ambientali e psicologici), e corrispondente ad una situazione subclinica invece che patologica: in altri termini, “semplice” movimento del TSH a fronte degli ormoni tiroidei fT3 e fT4 normali, situazione molto frequente che non deve essere sostituita ma solo supportata!. O ancora la non percezione di segnali che il nostro corpo ci da quotidianamente (se lo ascoltiamo) come il senso di affaticabilità precoce o apatia, la debolezza muscolare, le facili sudorazioni, le sindromi infiammatorie localizzate (del tratto digestivo ma anche vascolare, fisico, mentale o altro), la perdita della lucidità mentale (o di memoria, o di reattività efficace), che se non affrontate, indipendentemente dall’età, possono sfociare in malattia vera e propria: sindrome metabolica con obesità e diabete e ipertensione, osteoporosi, fragilità immunitaria, impotenze funzionali articolari o precoci invalidità, sindromi depressive o psicotiche, infertilità (per citarne alcune).

L’aver perso la capacità pura di ascoltarci (nelle nostre debolezze, nelle nostre forse e nelle nostre esigenze) per star dietro ai ritmi della vita, agli altri, e alle priorità, ha fatto si che pochi di noi, anche in questo momento, sono presenti a se stessi: nella percezione degli stimoli benefici che il Tuo corpo Ti sta dando, nella percezione delle Tua forza e lucidità mentale, nelle Tue esigenze che stai assecondando. O, per contro, nella non percezione di quel dolorino muscolare potenziale segno di ernia discale o fibromialgia che può essere “semplicemente” corretto investendo sulla Tua postura, sul Tuo allenamento, sulla Tua nutrizione quotidiana, sulla Tua felicità. O nella non percezione di quel senso di gonfiore persistente attorno all’ombelico (associato o meno a alterazione del Tuo quotidiano transito intestinale), o a livello sottodiaframmatico e accompagnato da senso di amaro in bocca o di bruciore retrosternale.

Ognuno di noi ha in se una debolezza (come predisposizione) e una forza. L’errore più grande, frutto non di colpe ma piuttosto di abitudini “salva vita” in cui possiamo incorrere è proprio quello di non avere il coraggio di ascoltarci e di rispettarci, perdendo così l’occasione non solo di essere felici ma di rimanere in salute.

 

articolo tratto da Agemony e scritto dalla dottoressa MONICA ROSSI

Comments

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